TUTTI GLI AEREI X:
X-1
SKYSTREAK
X-2
SKYROCKET
XF-92A
X-3
X-4
 
X-5
X-6
X-7
X-8
X-9
X-10
X-11 e X-12
 
X-13
X-14
X-15
X-16
X-17
X-18
X-19
 
X-20
X-21
X-22
X-23 e X-24
X-25
X-26
X-27
 
X-28
X-29
X-30
X-31
Appendice
 

Appendice

Il Boeing X-32A poco prima dell'uscita di fabbrica ufficiale.

Dopo un intervallo piuttosto lungo, il Department of Defense e la NASA hanno riscoperto il fascino del "mission symbol" X che è tornato ad essere assegnato con liberalità. La designazione X-32 è stata attribuita al dimostratore tecnologico creato per il programma CALF (Common Affordable Lightweight Fighter) poi confluito nel JAST unitamente all'ASTOVL ed attualmente noto come JSF (Joint Strike Fighter, caccia-bombardiere interforze). Poiché è stato deciso di costruire i prototipi dei due finalisti, in un primo tempo si era pensato di realizzare degli X-32A e degli X-32B ma, poiché nell'ambito del programma JSF sono previste differenziazioni anche notevoli, ha prevalso la soluzione di designare X-32 la famiglia del Boeing Model 374 ed X-35 quella del Lockheed Model 230-5 ("rubando" il numero 35 ad un altro programma sperimentale che è stato ridesignato X-38). Sia l'X-32 che l'X-35 sono stati descritti su AEREI N.7/2000.

"Trasparenza" del Boeing X-32B.

L'X-33A è un progetto di vettore spaziale completamente riutilizzabile, senza equipaggio ma con possibilità di trasportare passeggeri, il cui sviluppo è stato assegnato alla Lockheed-Martin, che lo ha chiamato Venture Star. Si tratta di un "lifting body" a pianta triangolare, di grande spessore e con bordi arrotondati, lungo 38,40 m e largo 25,90 m, con un peso al lancio di 726 t; la stiva ha una portata di 20.400 kg. Il prototipo dell'X-33A è attualmente arenato su problemi strutturali dei serbatoi di propellente liquido per i suoi motori-razzo Aerospike.

Parallelamente all'X-33 la NASA ha avviato il programma X-34A che ne costituisce una sorta di fratello minore. Si tratta di un "drone shuttle" realizzato dalla Orbital Sciences, del quale il 30 aprile 1999 è stato presentato al pubblico il primo esemplare. Per conciliare peso e spinta disponibile (un motore-razzo a propellente liquido Fastrac da 27.200 kg/s) l'X-34A è stato ridimensionato e con un carico utile ridotto (180-450 kg), potrà raggiungere solamente quote suborbitali.

Il Lockheed-Martin X-35A all'inizio delle prove di rullaggio.

Portando avanti l'idea del Rockwell HiMAT del 1977, la McDonnell-Douglas ha realizzato l'X-36A, destinato a valutare il comportamento in volo di un ipotetico futuro aereo da caccia con costi ridotti. In particolare, l'X-36A ha inteso verificare il connubio tra manovrabilità e doti "stealth", compiendo il primo volo il 17 maggio 1997. Questo "drone" ha dimensioni (apertura alare 3,35 m, lunghezza 5,50 m e altezza 0,90 m) che equivalgono a circa il 28% di un aereo reale. Il propulsore è un turboreattore a doppio flusso Williams F112 da 315 kg/s., il peso al decollo è di 575 kg e le prestazioni vedono una velocità massima da 637 a 735 km/h (secondo la quota, corrispondente a Mach 0,6), una tangenza 6.160 m e un fattore di carico massimo di +5 g.

Un simulacro funzionale del Lockheed-Martin X-35B, utilizzato per prove vincolate.

Il Boeing X-37 Pathfinder-X (apripista) rappresenta una delle opzioni del programma Future-X, lanciato nel 1997 con l'obiettivo di sviluppare nuovi veicoli spaziali dai costi ridotti. L'X-37 (la cui progettazione era stata iniziata dalla North American prima che fosse assorbita), nonostante il numero più alto, deriva dall'X-40 SMV (Space Maneuver Vehicle), in quanto la sua sigla era stata "prenotata" in anticipo dalla NASA per sviluppi successivi. Si tratta di un "mini-shuttle" senza equipaggio che compirà due missioni, almeno la prima delle quali nel 2002, dopo essere stato trasportato in orbita da uno Shuttle. L'X-37 prevede un sistema di propulsione autonomo, basato su di un razzo a propellente liquido Rocketdyne AR-2-3 da 3.175 kg/s. Il veicolo ha un'apertura alare di 4,60 m ed una lunghezza di 8,40 m e nella sezione centrale ha una stiva con portata di 225 kg.
L"X-38 prende le mosse dai vari CTV (Crew Transfer Vehicle) e X-CRV (Crew Return Vehicle), cioè "scialuppe" di servizio per la stazione spaziale internazionale.

Un'anticipazione dell'aspetto definitivo dello "shuttle" Lockheed-Martin X-33A Venture Star, il cui prototipo era in costruzione a fine 2000.

Provvisoriamente la NASA aveva assegnato a questo studio la designazione X-35, poi ceduta alla variante Lockheed del JSF. Costruito dalla Scaled Composites, è un "lifting body" lungo 7,30 m (la versione operativa avrà una lunghezza di 8,69 m ed una larghezza massima di 4,42 m). Questo veicolo dovrà essere in grado di rientrare nell'atmosfera e di scendere a terra ricorrendo, per la fase finale della discesa, a speciali paracadute.

X-39 è una designazione a disposizione (dal 1999) dell'USAF Research Laboratory nell'ambito del programma FATE (Future Aircraft Technology Enhancement, miglioramento delle tecnologie per futuri aeromobili). Doveva riferirsi ad un dimostratore tecnologico in scala ridotta senza equipaggio ma i fondi sono stati trasferiti all'UCAV (Unmanned Combat Air Vehicle) sviluppato da DARPA e USAF. Come tale, quindi, probabilmente un X-39 non ci sarà.

L'X-36A è un teleguidato che riproduce un aereo da caccia "stealth" privo del piano verticale.

Lo Space Maneuver Vehicle (SMV) Boeing X-40, dimostratore di fattibilità in scala al 90% rispetto al veicolo definitivo, ha completato il suo primo volo planato, con atterraggio automatico, l'11 agosto 1998.
Questo veicolo di servizio senza equipaggio riproduce un piccolo vettore riutilizzabile, il cui progetto è praticamente identico a quello dell'X-37, del quale, però, non ha l'impianto propulsivo.

L'X-41 è un programma riservato dell'USAF, la cui definizione ufficiale dice: un MRV (Maneuvering Re-entry Vehicle, veicolo di rientro manovrabile) sperimentale per il trasporto di una varietà di carichi con traiettoria suborbitale, con possibilità di disseminare i carichi al rientro nell'atmosfera. Un secondo programma riservato dell'Air Force è l'X-42, la cui definizione ufficiale dice: stadio terminale "a perdere" con motore-razzo a propellente liquido, destinato ad immettere in orbita carichi di 900-1.800 kg.
Nel novembre 1999 è stato consegnato al Dryden Flight Research Center della NASA, adiacente alla Edwards AFB, il primo Micro Craft X-43A Hyper-X.

L'X-38A non prevede un atterraggio planato, ma scende sospeso ad un "parafoli".

Questo veicolo senza equipaggio, in scala ridotta, è l'elemento principale del programma Hyper-X che si può considerare la "coda" dell'X-30, per il quale era disponibile ancora qualche finanziamento residuo.

L'X-43A, che è lungo 3,65 m, ha l'obiettivo di valutare lo statoreattore a combustione supersonica (scramjet) e come modalità di lancio prevede il ricorso ad un razzo vettore Orbital Sciences Pegasus, a sua volta trasportato e sganciato dall'aereo-madre Boeing NRB-52B della NASA.
L'X-43 volerà lungo una rotta pre-programmata e dovrà raggiungere Mach 7-10.

La NASA ha riservato la designazione X-44 ad un progetto, cui sono interessate Lockheed-Martin, Pratt & Whitney e USAF, che riprende il tema dell'aereo da caccia senza piani verticali, già affrontato con l'X-31 e con l'X-36. Un calendario del programma non è ancora noto e non si sa neppure se l'X-44 debba essere un aereo pilotato (come l'X-31) o radiocomandato (come l'X-36); tra le possibilità prese in considerazione (sembra con maggiore attenzione) vi è anche quella di impiegare quale cellula un Lockheed-Martin F-22 Raptor.

In questo caso l'aereo sarebbe pilotato, si chiamerebbe X-44A Manta e potrebbe compiere il primo volo nel 2008. L'ultimo X-Aircraft (almeno fino alla fine del 2000) è il Boeing X-45A, l'UCAV, "drone" da combattimento, di cui l'USAF ha recentemente finanziato lo sviluppo.
Il prototipo è in costruzione e l'Air Force ha intenzione di riuscire a metterne in linea in tempi brevi due Squadrons; inizialmente al programma era stata riservata la designazione X-39.

Il Boeing X-45A è un UCAv, cioè un "drone" da combattimento.

La designazione X-46 non è stata assegnata, mentre il Northrop-Grumman X-47 Pegasus è un UCAV di classe comparabile con quella dell'X-45 ma sviluppato per conto dell'US Navy, per l'impiego a bordo delle portaerei. Il Boeing/Cranfield Space X-48 è un modello volante in scala per sperimentare la formula Blended Wing-Body, ala volante raccordata alla fusoliera.

Il Piasecki X-49 è un elicottero Sikorsky YSH-60F modificato in composito. Il Boeing X-50 Dragonfly è un convertiplano senza pilota e, infine, il Boeing/Pratt & Whitney X-51 è un banco-prova volante per lo statoreattore a combustione supersonica SJV61-1.

 
Delta Editrice di Corrado Barbieri - b.go Regale, 21 - 43100 Parma tel. 0521.287.883 - fax 0521.237.546 - P.IVA: 02363250347 credits