
Benché cancellato poco dopo l'inizio della costruzione del prototipo, il Boeing X-20 Dyna-Soar (da "dynamic soaring", volo a vela dinamico, ma con fonetica quasi uguale a "dynosaur", dinosauro) ha rappresentato uno dei momenti più importanti nello sviluppo degli Aerei X.
Le sue origini si possono far risalire al "bombardiere antipodico" di Eugen Sänger e Irene Bredt, abbandonato attorno al 1942.
Quando Walter Dornberger (capo-progettista del missile tedesco A-4/V-2) e Krafft Ebhricke andarono a lavorare alla Bell, tra le diverse idee che portarono avanti vi era il Bomi (Bomber-Missile) che fu presentato all'USAF il 17 aprile 1952.
Lo stadio finale del Bomi era un aerospazioplano il cui concetto, passando attraverso successive elaborazioni, fu alla base dei programmi MX-2145 ed MX-2276 che portarono, nel 1957-1958 all'appalto per l'X-20 Dyna-Soar. Parteciparono la Boeing e la Bell in "team" con la Martin; vinse la prima che assunse la Martin come subappaltatrice, mentre la Bell si ritirò.
L'X-20, poi X-20A, era un aliante spaziale monoposto destinato ad essere immesso in orbita da un vettore Martin Titan III, espandendo ulteriormente l'inviluppo di volo esplorato dall'X-15. La Boeing iniziò la costruzione di un prototipo e l'USAF "prenotò" i numeri di matricola per i nove esemplari successivi.
Il Pentagono, però, era stato investito dal vento della razionalizzazione e nel gennaio 1963 il segretario alla difesa McNamara cominciò a pensare che l'X-20A sarebbe stato superato da programmi più avanzati, come il Gemini, ed il 10 dicembre il Dyna-Soar fu cancellato. Il prototipo fu smantellato e tutte le parti recuperabili furono utilizzati in altre realizzazioni.
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Boeing X-20A Dyna-Soar
Aerospazioplano senza motore, monoposto
Dimensioni: apertura alare 6,17 m; lunghezza 10,77 m; altezza (in volo) 2,44 m; superficie alare 32,05 mq.
Pesi: a vuoto 4.912 kg; toale 5.166 kg.
Prestazioni: velocità massima 26.830 km/h (Mach 25,2); altezza orbitale oltre 168 km; autonomia 31.700 km (più volo in orbita).
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