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Appendice
 

X-2

Il primo X-2 a terra.

Se è vero che l'ala a freccia può dirsi "inventata" dal tedesco Adolph Busemann nel 1935, è altrettanto vero che il suo studio non procedette soltanto in Germania. Infatti, già prima degli anni quaranta, negli Stati Uniti se ne occupò l'Eng. Robert Jones, del NACA, che interessò a questa problematica il Maj. Kotcher (già citato a proposito dell'XS-1/X-1). Così, nel 1944, fu suggerito alla Bell di sviluppare un XS-1 transonico con ala a freccia, il D-37, ma poi prevalse il parere di fare un XS-1 con ala diritta ed un successivo XS-2 (MX-743) con ala a freccia.

Il programma, che fu avviato l'11 settembre 1945, verteva su uno dei primi aerei progettati espressamente con un'ala a forte freccia (non determinata dalle esigenze strutturali e di baricentro che, ad esempio, erano all'origine della freccia moderata del Me.262).
Il bellissimo Bell Model 52, evoluzione del disegno D-37 del 1944, progettato nell'ottobre 1945 sotto la guida di George Ray da Stanley Smith, uscì di fabbrica (con il secondo esemplare, che "sorpassò" il primo) a Wheatfield (New York) l'11 novembre 1950, quando già non si chiamava più XS-2.

Il Capt. Iven C. Kincheloe compì tre missioni e nella terza stabilì un record non ufficiale di quota.

Il primo X-2 (serial number 46-674) andò in volo, vincolato ad un GB-50A (o EB-50A), solo nel luglio 1951 ma ci volle quasi un altro anno perché il 27 giugno 1952 il s/n 46-675 fosse sganciato in volo libero con Jean L. (Skip) Ziegler ai comandi, nel cielo della California.

Toccò al primo esemplare (quello che era uscito di fabbrica per secondo) compiere il primo vero volo a motore, mentre l'altro X-2 andò perduto per un'esplosione a bordo il 12 maggio 1953, mentre ancora si trovava vincolato al bombardiere; nell'incidente morirono Ziegler ed il tecnico Frank Wolko.

Fu il 18 novembre 1955 che Pete Everest (che nel corso della sua carriera di pilota collaudatore era passato dal grado di capitano a quelli di maggiore e tenente colonnello) compì il primo volo con il motore-razzo Curtiss-Wright XLR25-CW-3 a due camere di combustione e spinta variabile (fino a 6.800 kg/s) funzionante, sganciato da un nuovo aereo-madre EB-50D. Il 23 luglio 1956 il velocissimo X-2 superò i 3.000 km/h, raggiungendo Mach 2,8706 (3.048 km/h) ad oltre 20.800 m, pilotato da Everest che con questo suo ultimo volo sull'X-2 divenne detentore del primato mondiale non ufficiale di velocità. Non fu da meno il Capt. Iven C. (Kinch) Kincheloe che il 7 settembre salì a 38.376 m.

Il Bell X-2 è stato anche il primo aeroplano a volare ad oltre Mach 3, nella tragica missione del 27 settembre 1956. Il Capt. Milburn G. (Mel) Apt arrivò a 3.393 km/h a 19.800 (Mach 3,196) ma fu costretto a sganciare l'abitacolo quando si accorse di non riuscire più a controllare l'aeroplano; non fu in grado, però, di saltarne fuori con il paracadute e morì.
Dal punto di vista tecnico, l'X-2 si rifaceva, evidentemente, all'X-1 ma se ne differenziava soprattutto per un'ala a freccia di 40° al 25% della corsa; in realtà, benché la sua struttura apparisse simile a quella dell'aereo sperimentale precedente, se ne differenziavano i materiali: la velatura era costruita interamente in acciaio inossidabile, mentre la fusoliera era fabbricata in parte con lo stesso materiale e in parte con la nuova lega K-Monel (della quale per la prima volta veniva fatto un uso così esteso); il pattino ventale era in Stellite, una lega di acciaio particolarmente resistente all'abrasione.

Entrambi i prototipi sono stati distrutti in incidenti, per cui di essi nulla ha potuto essere conservato.

Come curiosità, si può rilevare che la documentazione recente della NASA si riferisce all'X-2 come Starbuster (domatore di stelle), nome che non figurava nei comunicati emessi quando
il programma era in attività.

 

Bell X-2 Starbuster (Model D-52)

Aereo per ricerche sul volo supersonico, monoposto
Impianto propulsivo: un motore-razzo a propellente liquido (ossigeno e acqua-alcool) Curtiss-Wright XLR25-CW-3 a spinta variabile tra 1.135 e 6.800 kg/s.
Dimensioni: apertura alare 9,83 m; lunghezza (incluso il tubo di Pitot) 13,84 m; altezza 3,58 m; superficie alare 24,15 mq.
Pesi: a vuoto 5.613 kg; totale 11.299 kg; carico alare 468 kg/mq; rapporto spinta:peso 0,6:1.
Prestazioni: velocità massima 3.393 km/h a 19.960 m (Mach 3,196); tangenza teorica 38.465 m; autonomia 10 min 55 sec o 400 km circa.

 
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