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L'X-19 (Model 200) è l'ultimo aeroplano realizzato dalla Curtiss-Wright. Essa cominciò a lavorare su un concetto chiamato "radial lift force" (portanza radiale) da applicare ad un convertiplano all'inizio del 1958 e lo applicò al prototipo X-100 in scala ridotta.
L'USAF, interessata a questa realizzazione, decise di ordinare il 17 luglio 1962 due prototipi (s/n 62-12197/8) come X-19. Il primo esemplare uscì di fabbrica a Caldwell (New Jersey) il 23 luglio 1963; il primo volo avvenne solo il 26 giugno 1964, secondo la modalità Verticale.
L'X-19 era un convertiplano (o elicottero a rotori basculanti) con una fusoliera convenzionale e quattro corte ali alle estremità delle quali vi erano le gondole rotanti con le grandi eliche tripala; i motori, invece, erano alloggiati in fusoliera. La soluzione delle due coppie di eliche/rotori in tandem avrebbe dovuto eliminare i problemi di beccheggio riscontrati sull'X-18; in realtà l'X-19 si dimostrò scarsamente affidabile ed il 25 agosto 1965, al 50° volo, precipitò rimanendo distrutto.
Il secondo prototipo, invece, fu demolito senza aver mai affrontato le prove di volo.
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Curtiss-Wright X-19 (Model 200)
Aeroplano sperimentale V/STOL (a rotori basculanti), con due membri d'equipaggio
Impianto propulsivo: due turbine Lycoming T55-L-5 da 2.200 sHP.
Dimensioni: apertura alare (incluso il disco delle eliche) 10,51 m; lunghezza 12,82 m; altezza 5,21 m; superficie alare 14,36 m.
Pesi: a vuoto 4.568 kg; totale 6.690 kg (VTOL 6.200 kg).
Prestazioni: velocità massima 731 km/h a 6.100 m, di salita 20 m/sec; tangenza pratica 7.250 m; autonomia 523 km. |