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Appendice
 

X-1

Il primo Bell XS-1, la cui colorazione era arancio vivo

Il capostipite dei dimostratori tecnologici del NACA è stato il Bell X-1, aeroplano certamente non inedito per i nostri lettori, in quanto lo abbiamo descritto su AEREI N.7-8/90, lo abbiamo ripreso sul N.9/94 e gli abbiamo dedicato ampio spazio nel nostro video "Aerei X".

Nell'idea originaria l'XS-1 fu concepito dal Maj. Ezra Kotcher, professore universitario e ingegnere aeronautico in servizio nell'US Army Air Corps, nel 1939, con l'intenzione di realizzare un aereo sperimentale con il quale esplorare i fenomeni del volo a velocità altamente subsoniche (Mach 0,9). Nell'autunno Kotcher riuscì ad interessare le altre forze armate ma fu solo nel 1944 che il NACA bandì un concorso sul tema (con un programma inizialmente designato Model Experimental MX-524 e poi MX-653).

Tutti i costruttori erano impegnati nello sforzo bellico ed alla RFP (Request For Proposal, invito alla presentazione di proposte) aderì solo la Bell, con un progetto di Robert J. Woods (Model 44) — che si dice essere stato ispirato per l'aerodinamica alla pallottola d'ordinanza .45 ACP — presentato nel dicembre. In effetti, il progetto nacque ad opera di un'intera "équipe" formata da Paul Emmons, Benson Hamlin, Roy Sandstrom e Robert Stanley, alla testa dei quali Woods aveva messo Stanley (Stan) Smith. Grosso modo nello stesso periodo l'US Navy si dissociò dal progetto e portò avanti una concezione differente (quella che diede vita ai Douglas D.558 Skyrocket e Skystreak).

La forma dell'X-1 ricordava quella di un proiettile di pistola.

Un X-1 in volo con il motore-razzo Reaction Motors XLR11 in funzione.

Per l'XS-1 l'idea originaria era quella di ricorrere ad un motore a reazione ma poi si optò per la superiore spinta di un razzo a propellente liquido (alcool etilico e ossigeno liquido) Reaction Motors E-6000C-4 (o XLR11-RM-3) da 2.720 kg/s per 150 secondi; la specifica era molto ambiziosa e richiedeva una velocità largamente superiore a Mach 1, una quota di tangenza di 27.000 m, un fattore di carico massimo di +8 g e la possibilità di trasportare 225 kg di strumentazione scientifica. Il 16 marzo furono ordinati tre esemplari, designati XS-1.

Il primo (serial number 46-062) uscì di fabbrica a Wheatfield (New York) il 27 dicembre 1945 e compì un primo volo "captive" (cioè vincolato, saldamente, alla stiva di un Boeing B-29, talvolta erroneamente citato come ETB-29A) il 19 gennaio 1946. Già il 25 dello stesso mese fu sganciato per la prima volta, sempre nel cielo della Pinecastle AFB di Orlando (Florida), con Jack Woolams ai comandi, ma a motore spento. Toccò a Chalmers H. (Slick) Goodlin, il 9 dicembre, accendere per la prima volta il razzo (volando con il secondo esemplare s/n 46-063).

Charles Yeager esamina gli ugelli di scarico.


Il primo XS-1, ribattezzato dal suo collaudatore Glamorous Glennis, ottenne un'indelebile citazione nella storia aeronautica quando, il 14 ottobre 1947, pilotato dal Capt. Charles E. (Chuck) Yeager, meno di un mese dopo la costituzione dell'USAF quale arma indipendente, fece registrare una velocità di 1.125,5 km/h a 13.700 m, pari a Mach 1,06, sul deserto di Mojave (California). Per la prima volta, quindi, l'XS-1 (che dopo l'11 giugno 1948 diverrà noto come X-1) aveva superato la barriera del suono intenzionalmente ed era rimasto integro e controllabile. Il 25 luglio 1949 il Maj. Frank K. (Pete) Everest allargò ulteriormente l'inviluppo di volo dell'aviorazzo raggiungendo una quota massima di 20.374 m.

L'attività di sviluppo del progetto, però, non si arrestò ai tre prototipi nella configurazione iniziale e continuò con l'X-1A (Model 58 per la Bell e MX-984 per l'USAF, s/n 48-1384), parzialmente riprogettato, che consentì a Yeager di arrivare a ben 2.591 km/h a 22.600 (Mach 2,435) mentre il Maj. Arthur (Kit) Murray raggiungeva il 26 agosto 1954 la vertiginosa altezza di 27.556 m. L'X-1A rimase poi distrutto da un incendio verificatosi l'8 agosto 1955.

Praticamente identico all'X-1A era l'X-1B (s/n 48-1835), realizzato con una particolare strumentazione per verificare la temperatura del rivestimento esterno durante il volo ad alta velocità; volò per la prima volta l'8 ottobre 1954.

Gli X-1 "di seconda generazione" si distinguevano per il tettuccio dell'abitacolo di disegno moderno.

Ci furono anche un X-1C, la cui costruzione fu sospesa quando era stato realizzato soltanto un simulacro parziale (avrebbe dovuto essere l'unica versione armata, per sperimentare il funzionamento delle mitragliatrici convenzionali ad alta velocità e montare dei piani verticali aggiuntivi sulle ali); un X-1D (s/n 48-1386), anch'esso distrutto da un incendio a bordo durante il trasporto da parte dell'aereo-madre il 21 agosto 1951. Per inciso, degli X-1 "di seconda generazione", l'X-1D fu il primo a volare, il 24 luglio 1951, essendo stato completato in leggero anticipo; l'X-1A lo seguì il 14 febbraio 1953 e l'X-1B il 24 settembre 1954.

Infine, ci fu anche un l'X-1E (s/n 46-063), ottenuto ricostruendo il secondo X-1 "di prima generazione" con nuove caratteristiche, tra le quali un tettuccio simile a quello presente sul contemporaneo X-2 e sullo Skyrocket, un'ala dal profilo più sottile (spessore del 4%) e dalla costruzione più leggera ed un seggiolino eiettabile. L'X-1E compì il primo volo con Joseph A. (Joe) Walker il 15 dicembre 1955, quando ormai il NACA disponeva di aerei da ricerca molto più avanzati; in tutto compì 21 missioni con Joseph Walker e cinque con John McKay, concludendo la sua carriera il 6 novembre 1958.

Bell e NACA considerarono anche altri sviluppi per l'X-1, come la sperimentazione di impennaggi a farfalla o ali a freccia, ma
nessuna di queste soluzioni ebbe applicazione pratica.

Il Glamorous Glennis originale è conservato presso il National Air & Space Museum di Washington, l'X-1B è visibile presso il museo dell'USAF e l'X-1A fa parte della collezione della NASA presso la Dryden Research Facility sulla Edwards AFB; tutti gli altri prototipi sono rimasti distrutti nel corso della loro attività operativa.

 

Bell X-1 (Model 44)

Aereo per ricerche sul volo supersonico, monoposto.
Impianto propulsivo: un motore razzo Reaction Motors
E-6000C-4 (poi XLR-11-RM-3) a propellente liquido, a quattro camere di combustione, da 2.720 kg/s.
Capacità di propellente 3.720 kg.
Dimensioni: apertura alare 8,53 m; lunghezza 9,45 m; altezza 3,07 m; superficie alare 12,08 mq.
Pesi: a vuoto 3.062 kg; totale 5.440 kg; carico alare 450 kg/mq; rapporto spinta:peso 0,5:1.
Prestazioni: velocità massima 1.540 km/h a 15.250 m (Mach 1,45); tangenza massima 21.916 m; autonomia 5 minuti.

 

Chuck Yeager battezzò il primo X-1 Glamorous Glennis, lo stesso nome che aveva durante la Seconda Guerra Mondiale il P-51 Mustang con cui divenne Asso.

Bell X-1A (Model 58)

Aereo per ricerche sul volo supersonico, monoposto.
Impianto propulsivo: un motore razzo Reaction Motors XLR-11-RM-5 a propellente liquido, a quattro camere di combustione, da 2.720 kg/s.
Dimensioni: apertura alare 8,53 m; lunghezza 10,84 m; altezza 3,07 m; superficie alare 12,08 mq.
Pesi: a vuoto 3.296 kg; totale 7.478 kg; carico alare 619 kg/mq; rapporto spinta:peso 0,364:1.
Prestazioni: velocità massima 2.591 km/h a 22.600 m (Mach 2,435); tangenza massima 27.566 m; autonomia 4 min 40 sec.

 
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