TUTTI GLI AEREI X:
X-1
SKYSTREAK
X-2
SKYROCKET
XF-92A
X-3
X-4
 
X-5
X-6
X-7
X-8
X-9
X-10
X-11 e X-12
 
X-13
X-14
X-15
X-16
X-17
X-18
X-19
 
X-20
X-21
X-22
X-23 e X-24
X-25
X-26
X-27
 
X-28
X-29
X-30
X-31
Appendice
 

SKYSTREAK

Lo Skystreak dopo il montaggio di un tettuccio ad alta resistenza.

Il primo "aereo X" senza la X nella sigla è stato il Douglas D-558-I Skystreak (scia nel cielo). In breve, possiamo dire che fu l"X-1 della Navy": infatti anche il Bureau of Aeronautics dell'US Navy era presente alla riunione a Langley Field, Virginia, durante la quale il NACA e l'US Army Air Force misero le basi per l'XS-1 ma, poiché l'ente di ricerca imponeva che il progetto risultante non avesse alcuna caratteristica militare, l'US Navy preferì "mettersi in proprio" (anche se poi il risultato furono aerei non suscettibili di alcun impiego diverso da quello nel campo della ricerca).

Alla specifica rispose Gene Root, responsabile dell'aerodinamica presso la divisione di El Segundo della Douglas, fornitrice di fiducia dell'US Navy, che presentò alcune soluzioni nel febbraio 1945. L'US Navy approvò gli studi il 22 giugno e chiese uno sviluppo in due fasi: la Phase 1 (D-558-I) con un aereo transonico e la Phase 2 (D-558-II) con un bisonico (si veda anche AEREI N.2/92).

Il D-558-I, o D-558-1 (che, stranamente, non ebbe mai una designazione militare, come accadde anche per il D-558-II) giunse al progetto definitivo con Ed Heinemann, Gene Root, Bob Donovan e Leo Devlin. Fu motorizzato con un Allison J35-A-11 da 2.250 kg/s (il Model 400, praticamente una versione del General Electric TG-180) ed uscì di fabbrica a El Segundo (California) il 5 febbraio 1947. Andò in aria per la prima volta a Muroc il 15 aprile dello stesso anno, con Gene May, compiendo un breve balzo ed il primo volo regolare a fine luglio. Già in agosto ottenne due record di velocità sul Rogers Dry Lake, il giorno 20 a 1.031 km/h con il Cdr. T. F. Caldwell Jr. ed il 24 con il Maj. Marion E. Carl a 1.047 km/h.

I due esemplari dell'aereo sperimentale della Douglas.

Non si trattava di un aeroplano rivoluzionario, neppure per la sua epoca, in quanto in pratica era costituito da una fusoliera a sezione circolare (che poteva ricordare vagamente quella dell'italiano Campini) con un'ala bassa diritta; sofisticata, invece, era la scelta del materiali, con largo ricorso al magnesio ed alla lega leggera d'alluminio 75S. D'altra parte, non mancavano altre caratteristiche notevoli, come l'intera parte anteriore sganciabile per l'abbandono in emergenza (che, a bassa velocità, poteva avvenire nel modo tradizionale), un avanzato impianto di pressurizzazione e condizionamento dell'abitacolo e l'elevatissimo coefficiente di robustezza (18).

Il NACA non impiegò il primo prototipo (BuNo.37970), che fu mantenuto a terra per fornire parti di ricambio agli altri due, mentre compì 19 voli con il secondo che, alla ventesima missione, il 3 maggio 1948, fu distrutto dall'esplosione del motore, causando la morte del collaudatore Howard C. Lilly. Più fortuna arrise al terzo prototipo, che compì 78 voli e fu messo a terra solo il 10 giugno 1953, dopo aver fornito importanti informazioni sul volo ad alta velocità subsonica con motori a turbina. Oggi lo Skystreak No.1 è conservato presso la NAS Pensacola mentre il No.3 si trova sulla base dei Marines di Quantico; il No.2, come si è detto, rimase distrutto nell'esplosione del compressore. Per completezza di informazione si può ricordare che alcune pubblicazioni degli anni cinquanta citavano i D-558 come XF4D ma l'assegnazione di questa sigla (che in realtà designava il caccia imbarcato Skyray) non trova riscontro in alcun documento ufficiale.

 

Il turboreattore Allison J33-A-11 da 2.250 kg/s dei D-558-I

Douglas D-558-I Skystreak

Aereo sperimentale, monoposto
Impianto propulsivo: un turboreattore a flusso assiale Allison J33-A-11 da 2.250 kg/s al decollo. Capacità combustibile: 1.045 litri (con predisposizione per due serbatoi esterni da 227 litri).
Dimensioni: apertura alare 7,62 m; lunghezza 10,71 m; altezza 3,71 m; superficie alare 14,0 mq; apertura piano orizzontale 3,73 m.
Pesi: totale 4.583 kg; carico alare 327 kg/mq; rapporto spinta:peso 0,49:1.
Prestazioni: velocità massima 1.047 km/h a livello del mare (Mach 0,85), 955 km/h a 6.150 m (Mach 0,84), di stallo 220 km/h, ascensionale iniziale 46,8 m/sec; tangenza pratica 13.930 m; autonomia massima (senza riserve) 480 km o 30 min 12 sec a 12.200 m; corsa di decollo (su ostacolo di 15 m) 990 m.

 
Delta Editrice di Corrado Barbieri - b.go Regale, 21 - 43100 Parma tel. 0521.287.883 - fax 0521.237.546 - P.IVA: 02363250347 credits