TUTTI GLI AEREI X:
X-1
SKYSTREAK
X-2
SKYROCKET
XF-92A
X-3
X-4
 
X-5
X-6
X-7
X-8
X-9
X-10
X-11 e X-12
 
X-13
X-14
X-15
X-16
X-17
X-18
X-19
 
X-20
X-21
X-22
X-23 e X-24
X-25
X-26
X-27
 
X-28
X-29
X-30
X-31
Appendice
 

SKYROCKET

Il D-558-II aveva un impianto propulsivo misto, ma difficilmente impiegava insieme turbogetto e razzo.

Così come lo Skystreak era l'X-1 della marina, lo Skyrocket (fuoco d'artificio) si poteva considerare la controparte dell'X-2: come si è detto a proposito dello Skystreak, costituiva la Phase II del programma del Bureau of Aeronautics dell'US Navy per lo studio del volo ad alta velocità. Ordinato il 29 gennaio 1946, utilizzava formule costruttive uguali a quelle del D-558-I ma era completamente diverso nell'aspetto e nella motorizzazione; il progetto si doveva a Ed Heinemann, Bob Donovan e Kermit Van Every che ne avevano definito l'architettura nel marzo 1946 e nei giorni 18 e 19 dello stesso mese le commissioni tecniche del NACA e del Bureau of Aeronautics ne esaminarono ed approvarono il simulacro in legno in scala 1:1. In aprile si passò alla progettazione di dettaglio, i cui disegni furono completati al 95% in ottobre, quando le attrezzature costruttive risultavano già pronte per l'80%

Lo Skyrocket aveva ala a freccia di 30° ed un impianto propulsivo misto, costituito da un turboreattore Westinghouse J34-WE-40 da 1.360 kg ed un razzo Reaction Motors XLR8-RM-5 da 2.720 kg/s. Il primo esemplare fu completato nel novembre 1947 ed il 4 febbraio 1948, a Muroc, compì il primo volo con John F. Martin, mosso dal solo motore a turbina.
Lo Skyrocket, che secondo la spinta richiesta aveva la facoltà di volare con il solo "jet" o con il razzo (e poteva decollare da terra o essere sganciato in volo, utilizzando un aere-madre P2B-1S, cioè un B-29 modificato), compì diversi voli memorabili: Bill Bridgeman il 7 agosto 1951 lo portò a Mach 1,88 (1.996 km/h) ed il giorno 15 a 22.706 m di quota. Il 31 agosto 1953 il Lt. Col. Marion Carl arrivò a 25.370 m, mentre A. Scott (Scotty) Crossfield, il 20 novembre, raggiunse in picchiata Mach 2,005 a 18.300 m (2.129 km/h).
Il NACA utilizzò il primo Skyrocket solo a partire dal 1954, quando era stato modificato per ilo sgancio in volo ed aveva ricevuto il razzo. Il secondo Skyrocket compì 21 voli per il NACA con il solo turbogetto, mentre il terzo fu l'unico esemplare a volare con entrambi i propulsori funzionanti contemporaneamente; in tutto effettuò 66 missioni.

Lo Skyrocket con il tettuccio poi standardizzato.

Heinemann, il capo-progettista della Douglas di El Segundo, pensava di poter mettere a frutto l'esperienza ottenuta con le due configurazioni del D-558 per realizzare una macchina molto più avanzata; nello stesso periodo, ad un obiettivo simile si interessava l'ONR (Office for Naval Research) che aveva ipotizzato un aeromobile in grado di raggiungere e superare la quota di 300 km. A questo scopo il Bureau of Aeronautics assegnò alla Douglas un contratto di studio per un High Altitude and High Speed Study in risposta ala quale il 28 maggio 1954 fu presentato il Model 671 o D-558-III Skyrocket II. Questo progetto praticamente non aveva più punti in comune con il D-558-II ed aveva linee più simili a quelle del successivo X-15.

La risposta dell'US Navy all'X2 era il Douglas D-558-II Skyrocket.

L'US Navy, che aveva già manifestato l'intenzione di acquistare tre D-558-III, preferì associarsi all'USAF e al NACA nella specifica per l'X-15 per il quale la stessa Douglas decise di concorrere alla gara d'appaltp (con il D-684, evoluzione del D-671).

Come sappiamo, nonostante le insistenze dell'US Navy che appoggiava la proposta Douglas, vinse il progetto della North American e lo Skyrocket II non poté giungere alla fase costruttiva. Si chiuse così l'attività del costruttore californiano nel campo degli aerei sperimentali ad altissime prestazioni.

 




Douglas D-558-II Skyrocket


Aereo sperimentale, monoposto
Impianto propulsivo: un turboreattore a flusso assiale Westinghouse J34-WE-40 da 1.360 kg/s al decollo e/o un razzo a propellente liquido Reaction Motors XLR8-RM-5 da 2.720 kg/s.
Capacità combustibile: 984 litri (escluso il propellente per il razzo e per le turbopompe, costituito da 643,5 litri di ossigeno liquido, 727 litri di acqua ed alcool e 90 litri di perossido di idrogeno).
Dimensioni: apertura alare 7,62 m; lunghezza 15,62 m (senza sonda anteriore 13,69 m); altezza 3,86 m; superficie alare 16,25 mq; apertura piano orizzontale 3,64 m.
Pesi: (configurazione "jet" più razzo) totale 6.924 kg; carico alare 426 kg/mq; rapporto spinta:peso 0,59:1.
Prestazioni: (configurazione "jet" più razzo) velocità massima 2.011 km/h a 20.575 m (Mach 1,9), di stallo 259 km/h, ascensionale iniziale 56 m/sec; tangenza pratica 14.175 m (con motore a getto).

 
Delta Editrice di Corrado Barbieri - b.go Regale, 21 - 43100 Parma tel. 0521.287.883 - fax 0521.237.546 - P.IVA: 02363250347 credits