di Nico Sgarlato

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In Inghilterra, sia pure nell'ambito della più tradizionale democrazia, era in carica un governo "forte", quello conservatore di Margaret Thatcher. La violazione in armi del territorio inglese non avrebbe poto essere tollerata e, dopo febbrili consultazioni ad alto livello, si decise per un'operazione di riconquista militare, chiamata in codice Operation Corporate, ed in tempi brevi si organizzò un corpo di spedizione con un'imponente flotta. Con l'approssimarsi del termine dei 30 giorni per il ritiro delle truppe argentine, sancito dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU, la RAF mise in campo anche i bombardieri strategici Vulcan sia pure ottenendo risultati non molto più che dimostrativi.

 

Sea Harrier FRS Mk.1 e Sea King HAS Mk.5 sul ponte della Hermes; ai caccia fu applicata una colorazione a bassa visibilità.

 

Ogni guerra, breve o lunga che sia, ha delle sue particolarità ben precise che, spesso, emergono esaminando l'andamento del conflitto "a freddo", dopo diversi anni. Le risorse militari ed economiche non sono sempre garanzia di successo in un conflitto (Viet Nam e Unione Sovietica in Afghanistan "docent") e se all'epoca della controversia con l'Argentina la Gran Bretagna era una delle più grandi potenze del mondo occidentale, con un alleato potente come gli Stati uniti, non bisogna credere che le forze armate argentine fossero male equipaggiate come troppe volte si è sostenuto. A vantaggio dell'Argentina, inoltre, giocavano soprattutto la sorpresa ed il fatto che l'arcipelago conteso era infinitamente più vicino al suo territorio che non a quello inglese.

   
 

Le due portaerei inglesi erano state da poco dotate di "sky jump", il trampolino per accorciare la corsa di decollo.

   

Se, in tempi lunghi, la vittoria inglese sarebbe stata comunque scontata, le dimensioni del conflitto furono contenute grazie ad una "gestione" delle operazioni decisamente superiore da parte britannica. Grazie ad un accordo segreto con il Cile, che concesse l'uso di basi per situazioni d'emergenza e missioni clandestine, la Gran Bretagna tenne "sulla corda" il dispositivo militare argentino in patria, facendo temere bombardamenti strategici e azioni di sabotaggio o, addirittura, un attacco cileno. Tutti questi fattori e la dimostrata possibilità di impiego dei bombardieri Vulcan fece mantenere sempre un certo numero di reparti della difesa aerea in allarme sul suolo nazionale, distogliendoli dalle operazioni sull'Atlantico. Inoltre, la presenza tangibile (con l'affondamento dimostrativo, e politicamente molto discusso, dell'incrociatore argentino Belgrano) dei sottomarini nucleari da attacco tenne lontana dal conflitto l'Armada Naval che, sia pure non potentissima, avrebbe potuto dare un innegabile contributo alle operazioni.

Dal punto di vista aeronautico, non essendo politicamente conveniente per il Cile una partecipazione troppo aperta alla guerra offrendo basi per gli aerei da attacco inglesi, i protagonisti delle azioni non poterono essere che gli Harrier ed i Sea Harrier ad atterraggio verticale e gli elicotteri; per l'impiego degli allora nuovissimi Sea Harrier furono inquadrati negli Squadrons della Fleet Air Arm della Royal Navy anche piloti della RAF, che avevano già una buona esperienza sui "jump jets".
Da parte argentina, le azioni aeree condotte a partire dalle Falklands furono molto poche, ed il grosso delle operazioni aveva origine sul continente, con i vari Skyhawk, Mirage III, Dagger (i Mirage modificati in Israele) e Super Etendard che operavano sul teatro degli scontri al limite del raggio d'azione, essendo le possibilità di rifornimento in volo del dispositivo argentino molto limitate.
Fu una vera epopea per gli Harrier che ottennero successi superiori alle aspettative, anche grazie ai missili aria-aria AIM-9L Sidewinder frettolosamente venduti dagli americani. Da parte loro, i piloti argentini si dimostrarono i combattenti più valorosi di tutto il conflitto, operando in condizioni molto difficili ed infliggendo perdite molto pesanti alla Royal Navy.

 

Sea Harrier ancorati al ponte.

 

Come abbiamo detto, invece, restò completamente nell'ombra la marina che, dopo l'affondamento del suo incrociatore General Belgrano, silurato da un sottomarino atomico, uscì dal conflitto senza aver fatto intervenire la sua portaerei 25 de Mayo. Una prova piuttosto deludente fu data dai missili di entrambe le parti, con le eccezioni degli AIM-9L e degli antinave Exocet, ma peggiore ancora fu quella delle bombe, una gran quantità delle quali si rifiutò di esplodere, soprattutto quando il lancio avveniva a quote molto basse (ed i piloti argentini attaccavano volando a 9-10 m sul mare).
Il 21 maggio, il Giorno J, gli inglesi sbarcarono a San Carlos, 80 km a Ovest di Port Stanley (sulla sponda opposta della Falkland Orientale) e dal quel momento la sorte del conflitto fu segnata. I combattimenti continuarono accesi ancora per alcuni giorni ma, tra l'11 ed il 12 giugno, Port Stanley fu riconquistata dalle forze inglesi ed il 14 giugno la resa delle truppe argentine sull'arcipelago segnò la fine della guerra.

 
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