
di Nico Sgarlato
Una guerra fuori dal tempo.
Così è stato definito il breve conflitto che ha contrapposto (senza risparmio di mezzi) l'Argentina e la Gran Bretagna, due paesi tradizionalmente amici, per il possesso dell'arcipelago delle Falklands. Lo scontro è avvenuto nel 1982 e vi sono molte probabilità che si tratti dell'ultima campagna militare nella quale le forze inglesi non siano parte di una coalizione internazionale.
 |
| |
La portaerei Hermes lascia l'Inghilterra,
il 5 aprile 1982. |
| |
|
Una guerra fuori dal tempo
Il 18 marzo 1982 un gruppo di operai argentini issò una bandiera nazionale sulla Georgia del Sud, un'isola del Territorio Antartico Britannico della cui esistenza ben pochi, nel resto del mondo, si ricordavano. Quest'azione, che non poteva neppure essere definita "incidente di frontiera", diede inizio, in sordina, ad una guerra breve ma sanguinosa che nessun esperto militare avrebbe giudicato possibile.
Questo primo episodio era un chiaro indice della rinascita di spirito nazionalistico che il governo militare argentino intendeva risvegliare per distogliere gli animi da una situazione interna particolarmente pesante. Fino a quel momento la Junta (il governo militare) aveva represso nel modo più duro ogni manifestazione di dissenso ed è noto a tutti il triste fenomeno dei "desaparecidos". Nonostante notevoli disponibilità di risorse naturali e buone capacità industriali, anche l'andamento economico del paese era particolarmente deteriorato ed il dissenso popolare diventava sempre più incontrollabile.
Il 18 dicembre 1981 il G.ral Leopoldo F. Galtieri costituì un nuovo governo, riducendo la presenza dei militari alla testa dei ministeri, ma questo apparente alleggerimento della pressione non fu sufficiente a placare le forze sociali. Assumendo il potere, Galtieri promise che le Islas Malvinas (come le Falklands erano chiamate dagli argentini) sarebbero ritornate sotto la sovranità nazionale prima che nel gennaio 1983 si compisse il 150° anniversario dell'annessione alla Gran Bretagna; secondo i servizi segreti cileni, il presidente argentino avrebbe voluto occupare i territori contesi entro il 25 maggio 1982 (in coincidenza con la festa nazionale argentina) per poi rivolgere, verso ottobre, le sue bellicose attenzioni al Cile, con il quale era in atto un altro contenzioso, relativo alle isole nel Canale di Beagle, estrema propaggine della Terra del Fuoco.
Le Isole Falkland furono scoperte nel 1592, esplorate nel 1594 e battezzate con il nome che ancor oggi portano nel 1690, sempre ad opera di equipaggi marittimi di Sua Maestà Britannica (L. Cary Falkland era un tesoriere della Royal Navy). La prima vera occupazione ci fu solo nel 1764 da parte del francese Bougainville che battezzò l'arcipelago Les Malouines in quanto la sua spedizione comprendeva navi ed equipaggi provenienti da St. Malo.
 |
| |
|
| |
Sul ponte della Hermes il 5 aprile si vedono dieci degli undici Sea Harrier imbarcati. Come si vede, gli aerei portano le insegne di differenti squadron. |
| |
|
|
Nel 1767 il governo spagnolo, in base al trattato di Tordesillas che stabiliva la suddivisione delle zone di influenza tra Spagna e Portogallo nel continente americano, iniziò a trattare con i francesi l'annessione dell'arcipelago, ma nel 1765 l'inglese John Byron sbarcò e fondò la colonia di Port Egmond. Solo nel 1774, dopo aver rischiato una guerra, gli inglesi accettarono di lasciare agli spagnoli la sovranità delle isole. Di quel remoto arcipelago ci si dimenticò fino al 1823, quando furono occupate dall'Argentina fino al 1833, anno in cui se ne riappropriò, definitivamente, l'impero britannico.
Dal 1833 al 1982 le diplomazie argentina ed inglese continuarono ad occuparsi del problema. L'Argentina riteneva legittima l'occupazione spagnola e se ne considerava naturale erede; inoltre affermava che, geograficamente, era perfettamente sostenibile che le Malvinas facessero parte della piattaforma continentale argentina; meno sostenibile, invece, era qualche sopita rivendicazione cilena, dovuta al fatto che l'arcipelago è al largo dello Stretto di Magellano, di fatto in mano al Cile. La Gran Bretagna, invece, riteneva di aver scoperto le isole con una "inventio rei nullius" (scoperta di un bene non rivendicato da alcuno, in quanto disabitate) e che, comunque, la popolazione dell'arcipelago era a tutti gli effetti inglese.
A seguito della Risoluzione N.1514 dell'Assemblea Generale dell'ONU, relativa all'indipendenza ed all'autodeterminazione dei territori coloniali, il governo argentino riprese nel 1965 le trattative con quello inglese per ottenere la restituzione dell'arcipelago. I contatti si svolsero tra alti e bassi, con l'interruzione delle relazioni diplomatiche tra i due paesi nel periodo 1976-79, per giungere alle ultime conversazioni in sede ONU del febbraio 1982.
 |
| |
| Uno dei sottomarini nucleari della classe Swiftsure, presenti nell'Atlantico Meridionale. |
| |
|
 |
| |
La portaerei HMS Invincible, unica unità di questa classe impegnata alle Falklands. |
| |
|
In coincidenza di questi fatti, la Junta Militar aveva un bisogno sempre più disperato di motivi di affermazione e di una "giusta causa" con la quale riguadagnare posizioni anche in campo internazionale (al momento, con le incongruenze della politica, l'Argentina intratteneva buoni rapporti con gli Stati Uniti ma, nonostante il suo regime di estrema destra, era "corteggiata" anche dall'Unione Sovietica).
Il 24 febbraio 1982 ci fu un tentativo di dimostrare impegno politico da parte del G.ral Vaquero, capo di stato maggiore dell'Ejército, che dichiarò che le forze armate argentine "avrebbero aiutato il governo del Salvador a combattere la sovversione marxista". Ma questa causa appariva lontana dai sentimenti del popolo argentino ed il malcontento continuò a crescere.
Il 30 marzo ci fu a Buenos Aires la più grossa manifestazione degli ultimi anni, repressa duramente dalla polizia con un morto, numerosi feriti e 2.000 arrestati: era quindi il momento di dare attuazione al piano elaborato dallo stato maggiore dell'Armada Naval (marina) per rioccupare militarmente le Malvinas, la Georgia Australe ed il territorio Antartico Britannico, tutte località sotto la sovranità inglese ma geograficamente riconducibili all'Argentina.
Il 2 aprile un corpo di spedizione argentino, partito da Rio Gallegos e costituito da una forza mista di circa 2.000 uomini ("marines" e fanteria) sbarcava a Port Stanley, capoluogo della Falkland Orientale (East Falkland) e si insediava nell'arcipelago, crescendo rapidamente fino a circa 11.000 uomini.
 |
| |
|
| |
Royal Marines, armati con il fucile BSA L1A1 (FN Browning FAL), si allenano il 6 aprile sul ponte della HMS Hermes.
|
| |
|
|
Le truppe argentine, perfettamente armate ed equipaggiate, riuscirono ad avere ragione dei 79 Marines (36 di guarnigione e 43, disarmati, appena sbarcati per dare loro il cambio), al prezzo di solo una o due perdite. I soldati inglesi ed il governatore Sir Rex Hunt furono fatti prigionieri e trasferiti in Uruguay.
Il regime aveva ottenuto il risultato sperato; il 10 aprile oltre 200.000 persone manifestarono, a Buenos Aires, la loro soddisfazione per l'occupazione delle Malvinas. Nessuno si aspettava una reazione militare inglese e si riteneva che le cose si sarebbero in qualche modo appianate per via diplomatica. In fondo, quelle sperdute isole dell'Atlantico Meridionale non avevano alcuna reale importanza economica o strategica tale da giustificare uno scontro armato con l'inevitabile perdita di vite umane. Invece, i fatti dimostrano il contrario. |